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La ferrovia e l'industria

L'avvenimento che segna in maniera indelebile la storia della moderna Bussoleno è l'arrivo della ferrovia: nel 1852 il governo sabaudo decide la costruzione della linea Torino-Susa (la seconda in Piemonte dopo la Torino-Genova) che viene inaugurata dopo soli due anni di lavori, il 25 agosto 1854. Nel 1857 ne viene decretato il prolungamento fino a Mondane in Savoia, tramite il costruendo traforo del Frejus. Per motivi orografici la città di Susa viene tagliata fuori dalla nuova linea, inaugurata nel 1871: e Bussoleno diventa così il principale nodo ferroviario della valle, anche a seguito dell'allestimento del deposito locomotive destinato a servire tutta la tratta ferroviaria.

Cronologia della Ferrovia in valle
25.08.1854: Apertura della linea Torino-Susa
15.08.1857: Approvazione della legge che autorizza la costruzione del Traforo del Frejus
1871: Apertura del Traforo del Frejus
1912: Elettrificazione linea Bussoleno-Bardonecchia
1920: Elettrificazione linea Bussoleno-Torino
1985: Completamento del raddoppio della tratta tra Bussoleno e Salbertrand


Gli addetti, oltre mille alla metà degli anni venti, ridimensionati alla vigilia della 2^ mondiale, nuovamente cresciuti tra la fine degli anni sessanta ed i primi anni ottanta. Il grande ridimensionamento è avvenuto all'inizio degli anni novanta con la chiusura dell'officina (oggi sede del Museo Ferroviario) ed il declassamento del Deposito Locomotive.


Questi fatti, con il successivo insediarsi delle industrie, provocano una profonda trasformazione del tessuto sociale del paese, che nel giro di pochi anni vede il raddoppio della popolazione residente e l'affiancarsi al tradizionale ceto agricolo e commerciale di una importante componente operaia. Dalle borgate più alte e dai paesi vicini scendono a Bussoleno numerose famiglie che, abbandonata un'agricoltura di pura sussistenza, trovano nuovi sbocchi lavorativi nella ferrovia e nella nascente industria.
Nella seconda metà dell'Ottocento l'arrivo della ferrovia, insieme alla ricchezza di risorse idriche indispensabili per la produzione di energia, e alla presenza di un regime daziario più favorevole nei piccoli comuni, facilita l'insediamento delle nuove industrie in tutta la bassa valle di Susa.


Verso la fine 1800, l'agricoltura di Bussoleno era ancora di sussistenza. Facevano eccezione il raccolto dell'uva e delle castagne. Il mercato francese aumentò le domande di uve e il mercato internazionale quella delle castagne, dei marroni e del legno di castagno.
La Ditta "Bargetti&Carvagna" esportava castagne e marroni specialmente in Francia. Si iniziava a lavorare ai primi di ottobre e si finiva verso la metà di gennaio. Le castagne venivano confezionate in barili di legno che venivano spediti alla stazione.
Ditta "Bruno Domenico" : nel 1906 tale ditta fabbricava attrezzi agricoli e da cucina in località "Ravoira Grande" nei locali del vecchio mulino, dove la ruota produceva energia necessaria al movimento delle macchine. Nel 1920 viene sospesa l'attività.


La "Fabbrica del Fer"

Il 23 gennaio 1875, la Ditta "Colano" comunica al Comune di Bussoleno l'intenzione di aprire un opificio industriale per la trasformazione e la lavorazione del ferro in zona "Dora Spansata" per poter usare l'acqua della Dora per le turbine che mettevano in movimento tutti i macchinari. L'impianto entra in funzione nel 1876 come "Stabilimento metallurgico in Bussoleno A. Colano e C", esso trasformava il ferro dallo strato greggio al prodotto finito. Successivamente arrivarono a Bussoleno i Ferro di origine spagnola e nel 1897 comprarono l'Officina per la lavorazione dei tubi e la Fabbrica si chiamò "Stabilimento Metallurgico G. Ferro e C". Il ponte dei Ferro che collega Via Traforo con Villa Ferro, in Via Trattenero, fu costruito dalla Famiglia Ferro per agevolare il loro passaggio sulla Dora dalla Villa alla strada.
Nel 1941 lo stabilimento prende il nome di "Società Anonima Bussoleno" e nel 1943 il nome di "SISMA" ed entrerà poi a far parte del Gruppo delle Partecipazioni Statali. Negli anni '80 la produzione va in crisi e la Ditta chiude. Attualmente nella zona stanno nascendo nuove attività industriali ed artigianali.





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