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Il medioevo

IL BORGO CHIUSO BURGUS CLAUSUS

Verso il 1300 Bussoleno inizia ad avere una propria identità come area di mercato e verso fine secolo le case sulla sponda destra, vicine al ponte e alla chiesa parrocchiale, vengono cintate da mura, formando il BURGUS CLAUSUS.
Esso comprendeva: la chiesa a sud-est e il Castello Allais, una casaforte (domus fortis) . La casaforte era una normale casa di abitazione munita di mezzi di difesa adatti a proteggerla da assalti improvvisi di ladroni e sbandati. Essa comprendeva, stalle, fienili, il forno, la colombaia, la casa colonica con un ala per gli ospiti. Di solito era costruita in pietra quasi inattacabile dal fuoco.
Il Borgo era protetto da tre porte:
Porta inferior o di Piemonte a est
Porta superior o di Francia a ovest
Porta Pontis Durie a nord-ovest unita al ponte della Dora.

Le mura avevano scopo difensivo. La demolizione delle porte fu causata dal trasporto di grandi carichi di opere d'arte rubate da Napoleone durante le campagne d'Italia, nacquero inoltre nuove esigenze di viabilità per il trasporto di materiali da costruzione. Il Borgo era un quadrilatero protetto da tre lati da un fossato e a nord dalla difesa naturale della Ripa Durie. Si passava sulla sponda sinistra del fiume attraverso la Porta Pontis Durie e si entrava nel Borgo della Paglia. Sulla via Francigena, l'attuale Via Walter Fontan, si ergevano le case più pregiate come Casa Aschieri su due piani e Casa Amprimo. Nel Borgo si trovavano pozzi, il forno e due mulini da grano e da olio (di noce). Nel 1400 il Borgo si sviluppò in modo modesto perché le trasformazioni maggiori si ebbero nell'età della Restaurazione (1815).


Quello che oggi è il capoluogo deve la sua origine all'affermarsi di un nuovo percorso stradale, parallelo alla antica strada delle Gallie, che si sviluppò sul lato orografico destro del fondovalle. Il nuovo tracciato viene da alcuni ascritto al periodo carolingio, ma più probabilmente risale all'epoca tardo-antica. Bussoleno sorge così sul punto di incontro tra le due strade a cavallo della Dora. Il nome viene fatto derivare da quello della famiglia Bussulus, che ricorre anche in una epigrafe di Les Escoyères nel Queiras, anche se una tradizione locale vuole un collegamento con la lavorazone del legno del bosco, che all'epoca pare fosse molto praticato nella zona.
Fin dalle sue origini il borgo deve essersi sviluppato su entrambe le rive del fiume: a destra il borgo vecchio o borgo chiuso (per la cinta muraria che lo racchiudeva), che sorse intorno alla chiesa e al nuovo tracciato della strada con i suoi commerci: a sinistra il borgo d'oltre Dora o borgo della paglia, nome quest'ultimo che suggerisce una vocazione rurale. L'antico ponte che collegava le due parti dle paese sorgeva nello stesso luogo dell'attuale, circostruito alla fine del secolo scorso.
Il borgo è ricordato come Buceleti nel diploma del 1001 con cui l'imperatore Ottone III conferma ad Olderico Manfredi l'autorità su un terzo della valle e come Bozeletum nell'atto di fondazione dell'Abbazia di San Giusto di Susa del 1029.
La sua storia si intreccia con quella di diverse famiglie nobili della valle: i signori di Guaglione, i Giusti, i Ferrandi, i Bartolomei, i due Aprili, i Pascali, i Barberi, i Barberi, i Baronesca, i Calvi, i Rotari, gli Aschieri ed altre. Venne in ultimo infeudata a Francesco Fiocchetto, medico di Vittorio Amedeo I di Savoia, per la sua benemerita opera durante la peste del 1630.
Dal XIII secolo divenne sede di un'importante fiera franca (che ha luogo ancor oggi), tenuta a cavallo della festa di San Luca nel mese di ottobre e nel 1294 il conte Amedeo V concesse una carta di franchigia. Questi fatti, insieme al passaggio della trafficata strada di Francia fecero crescere in Bussoleno un ceto mercantile molto attivo. Al commercio si affiancò oltre alla già citata attività delle cave di pietra, un'agricoltura che seppe fin dal Medioevo sfruttare la meglio il vasto territorio comunale, dai fertili campi della piana, ai boschi dei versanti, fino ai ricchi pascoli d'alta quota posti sotto i due spartiacque.
Il più antico manufatto di epoca medioevale giunto sino a noi è il Campanile della parrocchia, di stile romantico e risalente all'XI secolo.


La Parrocchiale di Santa Maria Assunta (festa patronale il 15 agosto), è il frutto di una ristrutturazione del XVIII secolo in stile barocco, ad opera dell'architetto lorenese Francesco de Willencourt. La chiesa aveva in originale la facciata rivolta a ovest e l'abside a est, addossata al campanile: con il rifacimento questa disposizione venne invertita e sul lato orientale venne costruita l'attuale facciata. L'interno è a navata unica: a destra dell'altar maggiore è conservato un pregevole crocifisso ligneo del XV secolo, in origine forse parte di un più complesso calvario.
Il borgo vecchio, dove sorge la parrocchia, venne circondato nella seconda metà del XIV secolo da una robusta cinta muraria edificata per ordine del conte Amedeo VII di Savoia ne esiste ancora un tratto di alcune decine di metri lungo l'attuale lungodora Gastaldi dove si può anche vedere ben conservata una delle torri a pianta semicircolare. All'interno del borgo vecchio vi sono ancor'oggi alcuni pregevoli edifici di epoca tardo-medioevale, la Casa Aschieri e la Casa Amprimo, posti lungo l'antica strada di Francia, oggi via Walter Fontan. Entrambe sono costruite su due piani: il pian terreno, ch eopsitava botteghe artigiane, è preceduto da un portico sorretto da colonne in muratura che reggono un imponente architrave in legno. Le due case furono studiate nella seconda metà del secolo scorso da Alfredo D'Andrade, progettista del borgo medioevale del parco del Valentino di Torino, realizzato per l'Esposizione generale italiana del 1884, nel quale vennero ricostruiti alcuni tra i più interessanti edifici storici piemontesi. Tra di essi vi furono appunto Casa Aschieri, Casa Amprimo e la citata torre della cinta muraria. Casa Aschieri è stata interessata da importanti lavori di restauro ed è spesso sede di manifestazioni culturali.


Altro edificio interessante del borgo vecchio è il cosiddetto Castello degli Allais, costruzione di epoca rinascimentale situata dietro la parrocchiale. Sul limite della spalla glaciale che domina da sud il fondovalle sorge il Castello Borello, di cui si hanno notizie a partire dal Trecento. Patrimonio della famiglia dei Rotari e successivamente dei Calvi e dei Bovini, estendeva il suo domino sull'area circostante fino all'insediamento di Antignascum, l'attuale borgata Tignai. Usato anche come ricetto dalla ppopolazione locale, ha subito nel corso dei secoli vari rimaneggiamenti, ma la struttura originaria resta abbastanza leggibile. L'edificio è oggi di proprietà privata ed ospita in un'ala gli uffici del Parco naturale regionale Orsiera-Rocciavrè.
Altre vestigia medioevali le troviamo nella borgata Foresto, un tempo, come già detto, comune autonomo: dell'antica parrocchia, abbandonata a causa delle ricorrenti alluvioni, rimane soltanto il Campanile romanico risalente all'XI secolo, che sorge isolato nell'area del cimitero. L'attuale Parrocchiale di San Giovanni Battista situata più a monte, risale al secolo XVIII, con successivi ampliamenti ottocenteschi. Al margine occidentale dell'abitato sorge poi la Cappella della Madonna delle Grazie, che al suo interno conserva pregevoli affreschi del Quattrocento: sulla volta sono rappresentate scene della Vita della Vergine, sulle pareti laterali figure di Santi e nell'abside una Pietà.


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